Il dibattito

Home Commenti Ricerca

Velo Club Mendrisio

 

 

Tracemyworld

In questa sezione desideriamo dare spazio a dibattiti su temi riguardanti il ciclismo.

Chi fosse interessato ad intervenire può inviarci un testo o un argomento su cui dibattere al seguente indirizzo: webmaster: mailto:webmaster@vcmendrisio.ch

Ciclopiste in Ticino, utopia o realtà

CORSIE CICLABILI IN TICINO – PROMESSE NON MANTENUTE 
I n agosto dello scorso anno mi ero permesso di scrivere una lettera aperta segnalando la situazione insoddisfacente per quanto riguarda la realizzazione di percorsi ciclabili in Ticino. In data 18 febbraio 2002 il Gran Consiglio del Cantone Ticino votò un importo di 14,5 milioni di franchi. Cosa si è fatto fin’ora? Sul ponte diga di Melide ancora niente.
Anzi. A Melide è stata costruita una nuova rotonda. Di per sé una cosa positiva se non fosse che all’uscita verso la diga la pista ciclabile si trova stretta tra due corsie dove succede che le auto sorpassino a destra o escano dalla rotonda tagliando la corsia diretta verso l’autostrada e la corsia ciclabile per immettersi, in modo scorretto e pericoloso non solo per i ciclisti, sulla strada cantonale verso Bissone. Inoltre la corsia ciclabile non invita a prendere il marciapiede ma la strada cantonale priva di pista ciclabile e molto pericolosa. Nella sua risposta pure sotto forma di lettera aperta del 7. settembre 2002 il Consigliere di Stato Marco Borradori indicava che per questo tratto di strada era prevista una somma di ben Fr. 3 milioni! Anche in Val Maggia non è successo niente. L’abbiamo percorsa in bicicletta durante questi 4 giorni di festa recandoci a Fusio per un rilassante fine settimana di bici e bagni nella bella Maggia. La segnaletica è sempre ancora lacunosa e su alcuni tratti si percorre ancora la strada cantonale. Ieri ( Domenica) rientrando siamo stati confrontati con una continua colonna di automobili. ( Nessuno si preoccupa dell’ozono?) Constato quindi che su queste due tratte di percorsi ciclabili non si è fatto niente benché, non solo qualche singolo cittadino come il sottoscritto, ma anche diversi enti sollevino regolarmente la problematica. Chissà se il Signor Borradori potrà ancora ritenere ingiuste le mie critiche. Constato con rammarico che a livello di direzione Dipartimento del Territorio non vi è la sufficiente volontà per affrontare seriamente questo problema e non noto nemmeno un vero impegno da parte di Ticino Turismo. Infatti non basta creare una bella e lussuosa mappa con qualche isolato giro ( a volte solo per sportivi). Ma và realizzata, e al più preso una vera e completa rete di percorsi ciclabili. Anche nei centri non si fa niente. A Lugano non noto nessuna pista ciclabile nuova. Il traffico cittadino é oramai collassato. La soluzione sono solo i mezzi di trasporto pubblici e delle corsie ciclabili sicure che invitino all’uso. Se manca lo spazio lo si tolga alle auto che in un centro sono sempre più d’impiccio. Se osservo i lavori sulla strada Cantonale a Melano noto invece che le corsie ciclabili sono addirittura state tolte, come lo sono state a Balerna.
Allora a che gioco giochiamo? Spero che le forze volonterose di coloro che lavorano per un traffico più leggero riescano a fare sentire la loro voce e che tutti coloro che la pensano allo stesso modo facciano pure sentire la loro opinione. Perché finalmente si passi dalle parole ai fatti. 
Mattias Schmidt, Arogno (lettera pubblicata sui quotidiani ticinesi)

Il dibattito 
Piste ciclabili? Sono in cantiere 
di Marco Borradori 
Ho letto la lettera del signor Mattias Schmidt di Arogno, pubblicata negli scorsi giorni sui tre quotidiani ticinesi. Il signor Schmidt, riferendosi a una sua precedente lettera risalente a circa un anno fa e alla mia immediata risposta, traccia un   bilancio negativo di quanto è stato fatto nel frattempo nel campo della rete degli itinerari ciclabili di importanza cantonale, menzionando in particolare il percorso sul ponte diga di Melide e l’itinerario della Valle Maggia, ponendo anche l’accento sui percorsi ciclabili nei centri urbani.
Con la presente risposta desidero spiegare al signor Schmidt e a tutti i lettori che cosa è stato fatto dopo la decisione del Gran Consiglio del 18 febbraio 2002.
Ricordo che il Parlamento ha concesso un credito quadro di 14,5 milioni di franchi per
   l’attuazione a tappe degli itinerari ciclabili di importanza cantonale nel periodo 2002- 2006 e più precisamente quello della Valle Maggia, quello della Valle di Blenio e per l’intervento sul ponte diga di Melide. I lavori per la realizzazione degli itinerari summenzionati entro la fine del 2006 si sono già iniziati.
Nell’anno della decisione del Gran Consiglio sono state terminate quasi tutte le misure previste per l’itinerario della Valle di Blenio. In Valle Maggia sono stati distribuiti gli incarichi per la progettazione del percorso ciclabile, il cui programma
   realizzativo prevede un importo di oltre 10 milioni di franchi da attuare negli anni 2003- 2006. Nel corso del primo trimestre di quest’anno, infine, è stato conferito l’incarico per la progettazione dell’attraversamento del ponte diga di Melide, la cui realizzazione è pianificata nell’anno 2004 e prevede una via ciclabile separata. Al signor Schmidt tengo quindi a precisare che non si tratta in nessun modo di promesse non mantenute. I tempi fissati dal Gran Consiglio prevedono infatti la conclusione dei tre itinerari esposti entro la fine del 2006. Il Dipartimento del   territorio si sta impegnando a fondo per rispettare questa scadenza in modo da offrire ai turisti e alla popolazione, segnatamente alle famiglie, alle scuole e a gruppi di escursionisti, percorsi facili e sicuri. Relativamente ai problemi di mobilità nei centri urbani, condivido pienamente l'indicazione suggerita dal signor Schmidt di promuovere l’uso del trasporto pubblico e la mobilità lenta ( percorsi pedonali e ciclabili). Negli ultimi anni, il Dipartimento del territorio e il Gran Consiglio hanno profuso sforzi importanti per offrire servizi di trasporto pubblico più  attrattivi negli agglomerati di Locarno, Lugano, Bellinzona e Chiasso- Mendrisio. Per quanto riguarda invece la mobilità lenta nelle città, il compito del Dipartimento è di sostenere i Comuni nell’attuazione di percorsi pedonali e ciclabili, opere di loro competenza.
Al signor Schmidt chiedo pertanto un po’ di pazienza ma soprattutto fiducia su quanto stanno compiendo Cantone e Comuni in questo ambito. Anche in Ticino, l’impegno, la mentalità e la disponibilità a favore di questo settore sono cambiati.
 
(lettera pubblicata sui quotidiani ticinesi)

Piste ciclabili? un’utopia. Salviamo almeno le corsie ciclabili!

La scorsa settimana è stato sollevato per l’ennesima volta il dibattito sulle piste ciclabili in Ticino. Da una parte il Signor Schmidt di Arogno che illustrava la situazione reale del problema e dall’altra la cortese risposta del Consigliere di Stato Marco Borradori. Penso che l’On. Borradori,  mentre scriveva la sua risposta, era convinto e felice di poter rassicurare i numerosi ciclisti che circolano sulle strade di casa nostra. Mi permetta invece di dirle,  On. Borradori, che chi si occupa di questa problematica all’interno del Dipartimento del Territorio da lei diretto, o non ha la situazione sotto controllo o rema nella direzione opposta. Lei ha esposto lo stato d’avanzamento dei lavori, del contentino politico da 14,5 milioni di franchi rivolto all’elettorato che pedala. Interventi opinabili in quanto effettuati in regioni scarsamente popolate e frequentate dai ciclisti non più di 2 o 3 mesi all’anno e, quasi esclusivamente, nei fine settimana. Non vorrei credere che abbia volutamente glissato il punto forse più importante della lettera del Signor Schmidt, ovvero la nuova moda di restringere il campo stradale per diminuire la velocità dei veicoli e, di conseguenza, aumentare la sicurezza stradale. Da automobilista non nego che una ridotta velocità possa portare ad una drastica riduzione degli incidenti. Da ciclista le assicuro, però, di sentirmi la morte incollata alla ruota posteriore della bicicletta. Si ha la costante sensazione di essere tamponati. Gli automobilisti costretti a viaggiare alla velocità dei ciclisti perché non riescono a trovare un punto abbastanza lungo per effettuare con sicurezza il sorpasso, il più delle volte, persa la pazienza, stringono i ciclisti fra i veicoli ed il marciapiede. Non a caso le due località citate dal lettore sono: una la Balerna – Mendrisio, percorsa tutto l’anno da decine di studenti che si recano alla Scuola Media ed al Liceo di Mendrisio, e l’altra, la Bissone – Capolago, percorsa da centinaia per non dir migliaia di ciclisti ogni settimana. Le due tratte citate sono state “farcite” di spartitraffico intercalati da tombini, il campo stradale è stato ristretto da ampi marciapiedi sui quali non passerà probabilmente mai nessuno, ed infine, le corsie ciclabili sono state cancellate e gli spazi prima riservati alle due ruote sono stati collocati al centro della carreggiata. Aggiungiamo poi il traffico in aumento a causa del cantiere Monte Generoso e l’enorme flusso di automobilisti italiani che si rifiutano di acquistare la vignetta autostradale per recarsi a Lugano, capirà On. Borradori, che almeno la corsia ciclabile avrebbero potuto lasciarcela. Sappiamo benissimo tutti che la pianificazione del territorio oggi non permette l’inserimento di piste ciclabili sui modelli di quelle svizzero tedesche o olandesi, se non con interventi ed investimenti spropositati che mai nessun politico con la testa sulla spalle avallerà. Evitiamo per tanto di trasformare quel poco che abbiamo in un percorso di guerra o in un campo di accesa battaglia fra ciclisti ed automobilisti. Per evitare la collera di chi forse la pensa come me, invito politici o persone che pensano di mettersi in luce cavalcando questa problematica,  di tralasciare per lo meno i falsi sorrisi di circostanza in occasione della presentazione o dell’inaugurazione di nuovi progetti alla stampa o alla televisione, ben sapendo che, dal profilo sicurezza per i ciclisti non portano niente di nuovo alla precaria situazione attuale.

Andrea Bellati, Mendrisio (lettera pubblicata sui quotidiani ticinesi)

Ciclisti in pericolo 
Condivido  pienamente  quanto scritto dai signori Schmidt e soprattutto Bellati concernente le piste ciclabili.
Con la ristrutturazione, il tratto Bissone- Capolago è
 diventato una trappola mortale per i ciclisti. Percorro questa strada ( in bici!) almeno cinque volte per settimana. Posso assicurare che la tragedia è programmata. E quando scrivo la tragedia intendo dire la morte di un ciclista.
Ancora ieri, una vettura con un conducente nervoso
 ed impaziente, ha stretto un ciclista tra il marciapiede ( peraltro sovraddimensionato!) e uno spartitraffico. Abbiamo sfiorato il peggio. Nel frattempo, l’On Borradori programma certamente l’inaugurazione con discorsi, ecc. Almeno questo lo sa fare... 
CLAUDE STAUFFER, AROGNO
(lettera pubblicata sui quotidiani ticinesi)

Bicicletta dimenticata 
Colombo chiede lumi sulla rete ciclabile a sud del ponte di Melide 
Itinerari ciclabili: attorno alla loro realizzazione erano state spese, diversi anni fa e in particolare sull’onda del successo ottenuto dai Campionati del mondo di ciclismo del 1996, molte parole. In effetti il Cantone ha destinato dapprima 3 milioni per la realizzazione del percorso di interesse nazionale ( l’asse Airolo- Chiasso con la relativa diramazione nel Piano di Magadino) e quindi 14 milioni per la rete di interesse cantonale ( Valle Maggia, Valle di Blenio e sistemazione del ponte- diga di Melide) con vari obiettivi che vanno dalla promozione di un turismo sostenibile legato all’uso della  bicicletta al sostegno all’utilizzo delle due ruote a scopo di svago per la popolazione locale fino agli spostamenti quotidiani ( tragitto casa- scuola, casa- lavoro, ecc.). Nonostante tutto questo i ciclisti protestano e se ne è avuta eco durante le scorse settimane con la pubblicazione sui quotidiani di alcune lettere di protesta legate ad altrettanti interventi stradali che hanno portato alla cancellazione della preesistente corsìa ciclabile: è il caso di alcuni tratti della strada cantonale tra Bissone e Capolago, arteria addirittura inserita nella rete di interesse nazionale. Di questa situazione che, come sostiene nel testo  inviato al Consiglio di Stato, rischia di provocare addirittura attriti fra ciclisti e automobilisti, si è fatto portavoce il deputato al Gran Consiglio Moreno Colombo il quale nella sua fresca interrogazione chiede di essere informato su alcune semplici cose. Prima di tutto domanda di fare il punto sull’utilizzo del credito- quadro in scadenza nel 2006 e legato, come già ricordato, alla realizzazione degli itinerari di interesse cantonale in Valle Maggia e Valle di Blenio e alla messa in sicurezza del tratto tra Melide e Bissone ( ponte- diga) per i ciclisti. Riferendosi alla situazione viabilistica generale nel  Sottoceneri e in particolare a sud del ponte- diga Colombo, rilevando come in queste zone urbanizzate    « maggiore è probabilmente il numero di persone che utilizzano la bicicletta »  sostiene la necessità di effettuare con urgenza interventi che migliorino la sicurezza per le due ruote.
Domanda quindi, nel caso specifico,
    « come si intende intervenire sul tratto Bissone- Capolago per attuare una maggiore sicurezza dei ciclisti e garantire loro quanto fino a oggi assicurato dalla preesistente corsia ciclabile » .  Al momento di avviare il discorso sui percorsi ciclabili era stato   attivato, in Ticino, un Gruppo di sostegno alla loro realizzazione nel quale figurano, accanto a funzionari dello Stato esponenti di vari rami economici, dal mondo delle due ruote a quello del turismo. Colombo auspica di conseguenza che,  alla luce dei problemi sorti durante l’estate,    « il plenum del Gruppo di lavoro sia convocato al più presto dal momento che non si riunisce più dalla primavera del 2001, data precedente al voto del credito quadro da parte del Parlamento » . (Da La Regione del 16.7.2003)



IN BICICLETTA  UN’INTERROGAZIONE DI MORENO COLOMBO AL CDS SULLE CORSIE CICLABILI SPARITE 
Ciclisti in cerca di sicurezza 
Paradossali effetti delle misure di moderazione del traffico motorizzato 
■  Dove il volume di traffico motorizzato si concentra – il Mendrisiotto, suo malgrado – diventa vieppiù necessario garantire la sicurezza ai ciclisti.
Soprattutto se, come succede nel Sottoceneri, l’utilizzazione della bicicletta non ha soltanto obiettivi, beninteso apprezzabili, escursionistici e non si concentra in periodi relativamente ridotti. Perciò il deputato Moreno Colombo ( PLR) ha indirizzato al Consiglio di Stato un’interrogazione: chiede un aggiornamento di opere e itinerari realizzati, per quanto attiene piste e corsie ciclabili, e un resoconto, a metà della scadenza del credito quadro votato dal Gran Consiglio per attrezzare percorsi ciclabili in valle Maggia e in valle di Blenio, oltre che per l’intervento chiave, sull’itinerario ciclabile di rilievo nazionale Basilea- Chiasso, all’altezza del ponte- diga di Melide. Punto cruciale anche per l’interrogazione: sulla scorta di sollecitazioni non solo competenti, ma appassionate – dell’attuale presidente del Consiglio comunale di Mendrisio Andrea Bellati, che è stato un corridore, del presidente del Velo Club Chiasso Edy Bernasconi, che è membro del Gruppo cantonale di sostegno agli itinerari ciclabili – Moreno Colombo vuole sapere in quale modo si agirà appena oltrepassato il ponte- diga, a sud, per non lasciare i ciclisti in balia del traffico veicolare. Tra Bissone e Capolago, infatti, i recenti interventi di moderazione del traffico delle automobili hanno di fatto cancellato la corsia ciclabile.
Il risultato di un paradossale conflitto di interessi, alla fine, sta penalizzando proprio chi viaggia in bicicletta, anche se l’obiettivo per cui il calibro della carreggiata è stato ristretto era quello di rallentare l’andatura e accrescere l’attenzione degli automobilisti. Ma la sicurezza per i ciclisti rischia di essere comunque pregiudicata, e più di prima, quando una linea gialla delimitava la corsia loro riservata.
Nell’interrogazione la questione della sicurezza è posta in termini generali: una necessità « soprattutto nelle zone urbanizzate » del Sottoceneri « dove maggiore è probabilmente il numero delle persone che utilizzano la bicicletta».E tra Bissone e Capolago il problema si sta acuendo poiché dopo l’apertura del Cantiere Generoso, osserva Colombo, « il traffico sulla cantonale è aumentato » . (Dal Corriere del Ticino del 16.7.2003)

 

 


LETTERA A BORRADORI  Quella pedalata non va interrotta 
Benvenuti gli interventi che lungo le strade obbligano gli automobilisti a moderare la velocità: figurarsi se un patito della bicicletta – che si pedali per svago o per agonismo o per non faticare a trovare il parcheggio non fa sostanziale differenza in questo caso – come il presidente del Velo Club Chiasso Edy Bernasconi ha riserve, in sé, su marciapiedi e isole spartitraffico.
Purché progettando e realizzando opere per la moderazione del traffico si considerino e rispettino anche le esigenze di sicurezza dei ciclisti. Con rammarico piuttosto che polemicamente, perciò, Bernasconi qualche giorno fa aveva indirizzato una lettera a Marco Borradori, appellandosi al direttore del Dipartimento del territorio come membro, Bernasconi medesimo, dell’organismo cantonale, il Gruppo di sostegno agli itinerari ciclabili. Quasi un atto dovuto di fronte ad una constatazione esplicita: non ha « molto senso investire oltre 2 milioni sul ponte diga – recrimina Bernasconi – se poi si peggiora la situazione del ciclista a monte e a valle di quella infrastruttura » interrompendo di fatto la linearità di un percorso che è addirittura parte integrante degli itinerari ciclabili di interesse nazionale.
Alla missiva Marco Borradori ha risposto proponendo un incontro, in tempi brevi, presumibile prologo ad una pronta convocazione del Gruppo cantonale di sostegno agli itinerari ciclabili. (Dal Corriere del Ticino del 16.7.2003)

Amici, e la bici? 
Venerdì sera infrangevo allegramente la legge, transitando lentamente con la mia bici su un marciapiede del centro di Lugano. Ad un tratto, andai incontro ad una pattuglia di poliziotti della comunale a piedi e fui ( giustamente) fermato. Non avevo scuse, ma sì la faccia tosta di portare un argomento ( pronto da tempo) per minimizzare il mio comportamento: a Lugano non ci sono ciclovie. La poliziotta mia interlocutrice ( peraltro molto gentile) subito mi fece notare che c’era il lungolago chiuso al traffico, e io le diedi ragione. Ma testardo ribattei che rimane il fatto vergognoso per una città come la Grande Lugano: non ci sono ciclovie, bisogna farle. Lei mi disse che non ci stanno. Io le chiesi come mai in altre città ci stanno. Lei mi disse che bisognava pensarci cent’anni fa. Io le  dissi che si potrebbe togliere qualche macchina. Lei girò i tacchi, io girai il manubrio e andai sul lungolago. Ma la macchia ( e la macchina) rimane, ogni giorno la vedo. Ho fatto una passeggiata in Svizzera in bici ( più- amici- che- bici era il titolo ufficiale), da Ginevra a Lucerna e nord- sud fino a Lugano, con deviazioni da Neuchâtel e Zurigo. Sono rimasto in molte città e in tutte, anche le più piccole e tanto o più montagnose di Lugano ( Neuchâtel), anche nei paesini, c’erano dappertutto corsie per le bici, con semafori, precedenze, e persino alcune viuzze esclusive per le due ruote. Nella guida delle Ffs per combinare bici e treno ricompare lo stigma. Abbiamo fatto da Brunnen ad Airolo in treno, perché è notato come tratto di non facile transito per i velocipedi, data la salita assai ripida, tra l’altro. Altri tratti in cui viene consigliato di prendere il treno sono quelli in cui non vi è una ciclovia adatta. Tra   questi, i posti più sperduti e scoscesi della Svizzera, e poi... l’accesso a Lugano. Ho sfogliato la guida, per vedere se vi fossero tante altre città in cui è sconsigliato arrivare in bici, macché.
Qualche mese fa, ho seguito un dibattito di un lettore che si lamentava dello stato delle ciclovie nel nostro cantone, e Borradori che rispondeva che si sta facendo il possibile, ma che, per quanto riguarda le città, spetta all’amministrazione comunale prendere provvedimenti. E allora? L’ozono: non bisogna essere paranoici, ma raggiunti certi limiti van bene gli ottanta in autostrada, va bene l’Arcobaleno a metà prezzo; van meno bene i diesel invece dei filobus e l’Airshow invece di un bel festival di circo per strada.
E la bici? Abbiamo uno dei climi più favorevoli al velocipede come mezzo di trasporto, ma non ci sono ciclovie.
 
ENRIQUE SANZ PRATI, GANDRIA (lettera pubblicata sulla Regione del 1.9.2003)

L’IPOTESI È VENTILATA A LUNGO TERMINE DAL GOVERNO IN RISPOSTA AD UN’INTERROGAZIONE DI MORENO COLOMBO ( PLR) 
Sogno di un tratto di vera pista ciclabile 
Il tracciato si potrebbe snodare lungo la ferrovia tra Maroggia e Capolago 
■  Un percorso ciclo- pedonale disteso lungo il tracciato della ferrovia tra Maroggia e Capolago, lato lago, s’intende. Il Cantone ci sta pensando, anche se tra gli obiettivi a lungo termine. 
La prospettiva è carica di suggestione, ma non consola chi va in bicicletta, penalizzato dalla cancellazione di alcune centinaia di metri della corsia ciclabile sulla strada tra Bissone e Capolago, in territorio di Melano. Sull’asse ciclabile ticinese è una vera frattura, di cui aveva chiesto ragione al Governo il deputato Moreno Colombo ( PLR) con un’interrogazione che ha appena avuto risposta. Il Consiglio di Stato riferisce che l’eliminazione della corsia ciclabile su quei 770 metri era stata a suo tempo decisa d’intesa con il Comune competente territorialmente per mettere in atto misure di moderazione del traffico veloce – troppo veloce – che aveva reso oltremodo pericoloso il transito.
Tra eccessi di velocità e azzardate manovre di sorpasso degli automobilisti, « viste le esigenze di spazio non si sono potute mantenere le esistenti corsie ciclabili » .
Penalizzati dal « comportamento inadeguato » , per citare l’espressione eufemistica della lettera governativa, degli automobilisti, i ciclisti potrebbero essere dapprima risarciti – il Consiglio di Stato è in contatto per questo con il Municipio di Melano – con un nuovo percorso della strada comunale che passa all’interno del nucleo del paese, bypassando così il tratto di cantonale toccato dalle opere di moderazione del traffico cui sono state sacrificate le corsie ciclabili. A lungo termine, però, nelle intenzioni del Cantone, i ciclisti dovrebbero essere premiati: non più una corsia, ma una vera e propria pista – a lago – loro riservata. Opera « di grande rilevanza turistica » scrive il Consiglio di Stato, « ma anche molto costosa » . Potrebbe trovare risorse finanziarie « in un futuro credito quadro sui percorsi ciclabili d’importanzacantonale», anche se bisognerà « considerare le priorità e le future disponibilità » . Purché non rimanga frutto d’immaginazione, ma è probabile che il Gruppo di sostegno agli itinerari ciclabili, che al completo non si riunisce dalla primavera 2001, nel plenum previsto, assicura il CdS, « entro l’autunno » reclami qualcosa di meno aleatorio in termini di soldi e tempi di realizzazione.
Nell’atto parlamentare, Colombo aveva chiesto anche un aggiornamento dei tragitti ciclabili realizzati in Ticino, delle previsioni, dei finanziamenti e dei costi. Ebbene, fino a metà 2003 di un primo credito di 3 milioni di franchi ne sono stati investiti quasi 2 e mezzo, il resto servirà per adattamenti e miglioramenti dei percorsi a Locarno, Chiasso e Tenero, ma « gli interventi pianificati dell’itinerario ciclabile nazionale 3 sono di fatto completati » . Circa i percorsi ciclabili d’interesse cantonale, ci sono ancora quasi intatti 14 milioni di franchi del credito quadro. È giusto terminato il percorso in valle di Blenio, si stanno progettando quelli in Valmaggia e sul ponte diga di Melide: esecuzione prevista nel 2005- 2006. 

 
■  Si cercano alternative al tratto di pista ciclabile sacrificato in territorio di Melano. 
( fotogonnella) (Dal Corriere del Ticino del 27.9.2003)

 

 

Home ]

Copyright © 2010 Velo Club Mendrisio
Aggiornato il: 09 marzo 2010 10:44:37